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Storia   versione testuale







Il Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE) entra a far parte del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) a seguito della convenzione sottoscritta il 29 luglio 2008 dall’ICCU (Istituto Centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e l’UNBCE (l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana), per assicurare la cooperazione tra le biblioteche italiane, la creazione del catalogo collettivo e lo scambio dei documenti.
 
È il primo polo extraterritoriale, che si fonda su presupposti di individuazione tipologica e funzionale. Il PBE opera al 3° livello di abilitazione al SBN.
 
Il progetto di mediazione, tutela e valorizzazione dei beni - librari e non - appartenenti alle raccolte delle biblioteche ecclesiastiche delle diocesi italiane e degli altri enti religiosi è stato avviato nell’estate del 2004 e si integra nel quadro più ampio dei progetti di catalogazione dei beni culturali portati avanti dalla CEI, intendendo fornire alle biblioteche ecclesiastiche gli strumenti necessari per poter assolvere pienamente alla propria mission.
L’esistenza di un polo ecclesiastico non sottintende un’azione di isolamento, di casta di fronte a un qualcosa che semplicemente è avvertito come altro, sulla base della appartenenza a un diverso ente proprietario; la registrazione al polo intende permettere un’integrazione più completa e responsabile a un servizio bibliografico realmente nazionale, che deve necessariamente comporsi di numerosi e diversificati livelli di appartenenza: le biblioteche di un determinato ente, di una certa area territoriale, di una certa regione culturale, di una determinata specie o di un certa caratterizzazione. Per questo, fin dall’inizio l'obiettivo della costituzione di una rete integrata delle biblioteche ecclesiastiche che - nel rispetto dell’identità tipologica e gestionale di ciascuna realtà - potesse garantire la cooperazione, la gestione partecipata e il potenziamento dei servizi, si è fuso con l’impegno nell’adesione al Servizio Bibliotecario Nazionale.
 
Gli obiettivi che da subito sono stati individuati e hanno motivato l’intero progetto sono:
  • Operare in rete, senza far perdere l’identità alle singole realtà bibliotecarie.
  • Fornire strumenti e soluzioni informatiche alle diocesi.
  • Facilitare l’accesso al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) a tutte le biblioteche ecclesiastiche.
  • Creare e gestire un sistema di authority file per la comunicazione tra ambiti culturali diversi.
  • Permettere la ricerca e la consultazione integrata dei dati dei quattro ambiti dei beni culturali ecclesiastici: architettonici, archivistici, librari e storico-artistici.

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